lunedì, gennaio 09, 2006

La felicità esiste, ne ho sentito parlare.

Finalmente qualcuno è riuscito a quantificare quanto devi possedere se vuoi essere felice.
Felice nel senso che i tuoi pensieri non sono puntati sull'ordine in cui verranno pagate le tre bollette arrivate la settimana scorsa. Felice nel senso che non ti preoccupi di sapere quanto è vicino il prossimo giorno in cui staccherai l'assegno per l'affitto, perchè la casa te la sei comprata e pagata. Felice perchè non sei più costretto ad aspettare i saldi per acquistare quel cappottino ammiccante da 20 giorni in esposizione in una boutique del centro. Felice perchè una schiera di economisti lo ha già deciso per te, concludendo che nei paesi dove il reddito è più basso la gente è meno contenta, mentre lo è di più nelle zone più ricche.
E la cifra uscita dallo studio ammonta a circa 3 milioni di euro con una reddita mensile di 5 mila euro e il capitale mantenuto grazie ad investimenti così distribuiti: 25 per cento in azioni, 45 in obbligazioni, 20 in liquidità e il restante 10 per cento in prodotti più sofisticati come gli hedge fund. Con 3 milioni di euro e la capacità di mantenerli in forma si può essere felici a patto di non essere un giapponese che pur avendo uno stipendio 10 volte più alto di 50 anni fa si dichiara mediamente infelice o quanto meno, non più felice dell'immediato dopo guerra.
Ma dopo una rivelazione di inizio millennio così grande capisco perchè la gente fa gesti folli, perchè uccide i suoi familiari massacrandosi poco dopo, perchè si getta dai balconi, perchè si umilia per tentare di rubare un pacco di farina al supermercato. Sono quei 3 milioni di euro che li separa dalla felicità.
Se qualcuno dei miei lettori arriverà a tanto nella sua vita scoprirà che nessuno dei centesimi che fanno arrivare il suo conto a 3 milioni, ha contribuito alla sua felicità di quanto non avrebbe fatto comunque senza. E scoprirà di aver dedicato così tanto tempo a incastonare euro nei caveau, da aver perso coscienza di come si stesse sgretolando la sua famiglia con tutti i valori che l'accompagnano, accorgendosi troppo tardi, forse quando l'alito della vita se ne sta andando, che la verità è una.
"In fondo ciò che veramente serve non è difficile a trovarsi, l'inutile è difficile. I sapori semplici danno lo stesso piacere dei più raffinati, l'acqua e un pezzo di pane fanno il piacere più pieno a chi ne manca." - Epicuro