sabato, gennaio 07, 2006

Cosa mi sta sfuggendo?!?

Come sapete ieri è uscito il sesto volume della saga di Harry Potter, 'Harry Potter e il Principe Mezzosangue': tiratura record per la Salani di 750mila copie; code improponibili per prendere le prime copie; aperture straordinarie a mezzanotte; organizzazione di eventi speciali tra cui quiz a premi, staffette di lettura, proiezione di Harry Potter e il Prigioniero di Azkaban per ripassare le avventure precedenti, lezioni di magia, trucchi bizzarri, giochi di memoria e di interpretazione su Harry Potter, poster esclusivi in omaggio; in Inghilterra' ha gia' venduto oltre 11 milioni di copie per cui si tratta di un successo praticamente annunciato.
Infatti alcune librerie hanno finito le copie in mezza giornata e non parliamo di 10 copie ma di numeri a 2 zeri. Altre hanno venduto le ultime copie come se fossero feticci. Molti giornali hanno fatto in tempo a registrare le prime impressioni dei librai che hanno aperto a mezzanotte e inserirle nelle edizioni del 6 gennaio. Non si può che essere contenti di un tale numero di vendite sopratutto tenendo conto che in Italia la vita dei librai non è delle più semplici. In Italia i rapporti sulla lettura parlano chiaro: non siamo assidui lettori e le vendite di libri sono trainate in modo massiccio dal comparto 'scolastico' che occupa una percentuale interessante dell'intero movimento nazionale.
Completato a larghe pennellate un quadretto interessante per chi vende libri, almeno per un giorno, stamattina, in compagnia di un cappuccino, sfoglio un giornale locale dove in prima pagina tra i furbetti, i compagni di merende e i soliti ritrovamenti di cadaveri uccisi senza scopo alcuno, campeggia un titolo piuttosto inquietante: i librai vibrano lamenti a gran voce perchè hanno dovuto lavorare il 6 gennaio per non perdere le vendite del maghetto. Si lamentano perchè il 6 gennaio è rosso e nei giorni rossi non si lavora. Ora io credo che mi stia sfuggendo qualcosa dal momento che il mormorio generale a cui sono abituato da ormai qualche anno fa rieccheggiare i concetti di recessione, poco lavoro, stipendi assurdi e tasse infinite. Credo che l'economia è per una parte nelle nostre tasche e per l'altra parte nella nostra testa, cioè nella percezione di come stiamo usando i soldi, di come li stiamo guadagnando, ma soprattuto di quanto stiamo investendo in termini personali nella crescita a tutto tondo necessaria per riprendersi. Ma a quanto pare di capire l'unica cosa che percepiamo è il lento e soffocante movimento a cui ormai siamo abituati. Le sferzate d'aria fresca non sono più il nostro forte e peccato che l'epifania ogni festa porta via, altrimenti a qualcuno sarebbe ancora piaciuto scaldare la poltrona qualche altro giorno.